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Ritiro Estivo FDL: “Questo è il messaggio…. Dio è Amore!”

Per tutti gli interessati, ecco nuove informazioni circa il ritiro estivo:

Martedì 9 agosto saremo presenti presso il Santuario “Madonna dei Quercioli” a Massa alle ore 21.30 per una veglia mariana: “La donna vestita di sole”

pregheremo Maria perchè interceda per noi presso suo Figlio…

Giovedì 11 agosto, ci ritroveremo presso la chiesa dei Servi di Maria, Marina di Massa per una grande LUCE NELLA NOTTE..“Non vi sono bassifondi in  paradiso” …evangelizzazione di strada per le vie di Marina di Massa… Per chi fosse interessato a partecipare attivamente, come evangelizzatore, può mandare una mail all’indirizzo che trovate nella home, vi manderemo la locandina con gli orari esatti per gli incontri.. oppure contattateci alla nostra pagina di Facebook…http://www.facebook.com/group.php?gid=37096249845

 

Venerdì 12 agosto ecco la grande serata: ADORAZIONE IN SPIAGGIA “Se vuoi…vieni e seguimi!”, presso il Molo di Marina di Carrara, stabilimento Balneare della Marina Militare dalle ore 21.30 in poi… Una grande serata in spiaggia per coinvolgere i giovani che si trovano nelle vicinanze a passare un pò della loro serata davanti a Gesù Eucarestia! o anche un momento di pausa e di riflessione per persone di ogni età che desiderano fermarsi davanti a Gesù…

VI ASPETTIAMO!!!!!!!!

Non puoi mancare, contattaci per maggiori informazioni…

prendi del tempo per pregare e lodare Dio, non è mai tempo perso!!

18 luglio 2011 at 9:30 pm Lascia un commento

ATTO DI AFFIDAMENTO A MARIA

Madre di tutti gli uomini e di tutti i popoli, tu conosci le sofferenze e le speranze di ciascuno. Come Madre, tu conosci la lotta fra la luce e le tenebre,

tra il bene e il male, che si combatte nel mondo e dentro i nostri cuori.

Tu hai generato Gesù, Figlio dell’uomo e Figlio di Dio,

nel quale con luminosa gioia,

ma anche attraverso molta sofferenza abbiamo trovato “la via, la verità e la vita“.

O Madre di misericordia, noi ora ci affidiamo al tuo cuore amoroso.

Tienici lontani da ogni ingiustizia, divisione, violenza, e guerra.

Proteggici contro la tentazione e la schiavitù del peccato e del male.

Sii con noi! Aiutaci a vincere il dubbio con la fede, l’egoismo con il servizio,

l’orgoglio con la mansuetudine, l’odio con l’amore.

Aiutaci a vivere il Vangelo con la “follia” della croce,

dando testimonianza a Gesù che è morto su di essa,

cosicché possiamo risorgere con il tuo Figlio alla vera vita,

con il Padre nell’unità dello Spirito Santo.

O Madre di Cristo, conforta e dà forza a tutti coloro che soffrono;

i poveri, quanti sono soli, i malati, i non amati, gli oppressi, i dimenticati.

Benedici noi! Prega per noi!

Insieme con San Giuseppe unisci tutti noi nell’amore.

Dona la pace alla nostra terra, e a tutti la luce e la speranza.

Mostraci il frutto benedetto del tuo grembo: Gesù! Amen.

8 maggio 2011 at 9:01 pm Lascia un commento

ritiro estivo 2011

…. sono aperte le iscrizioni per il ritiro estivo di quest’anno….

DOVE: a Massa – Carrara, attività nelle varie parrocchie della Diocesi, mentre dormiremo dalle Suore Figlie di Gesù a Massa

QUANDO: dall’8 al 12 agosto

COSTO: (non ancora definito, più adesioni riceveremo meno sarà la cifra di spesa..)

quando tutto ti sembra perso, prendi del tempo da dedicare a Dio e ai fratelli…

Durante  la mattina e il pomeriggio faremo delle meditazioni e catechesi, guidate da P. Simone Desideri dei Mdm,

e la sera…. attività nelle parrocchie, veglie, adorazioni in spiaggia…….!!!

…Se hai bisogno di una pausa da tutto,

se hai bisogno di prendere del tempo per capire che strada prendere nella tua vita,

se vuoi condividere con noi una parte del tuo cammino…

…non devi far altro che rispondere qui sotto,

le iscrizioni sono aperte fino a fine giugno…

Se hai bisogno di informazioni ulteriori, 

scrivi pure qui sotto!

…Solo insieme si possono fare tante cose…

26 aprile 2011 at 11:27 pm Lascia un commento

ci avviciniamo al Santo Natale…

Ciao a tutti… dopo un periodo di inattività nel blog, ecco che i Figli della Luce tornano per aiutare con brevi meditazioni o pensieri chi vorrà fermarsi a leggere….

Venerdì 10 dicembre, venerdì della 2° settimana di Avvento:

Dal Libro del Profeta Isaia

“Così dice il Signore tuo redentore, il Santo di Israele: “Io Sono il Signore tuo Dio che ti insegno per il tuo bene, che ti guido per la strada su cui devi andare”

Per riflettere….

Dio è Padre, e come ogni padre di questa terra si preoccupa di insegnare bene ai suoi figli. Li vuole vedere crescere e realizzarsi coltivando uno stile di vita che sia in piena armonia con tutto ciò che vivono.

La strada è lunga e il cammino sarà bello ma non sempre facile… Per questo, accogliendo l’invito del profeta Isaia, dobbiamo lasciarci guidare da Dio sulla strada della vita.

Lui conosce la meta e Lui ci accompagnerà per raggiungerla!!!

“Signore, educaci al desiderio del bene,

a una volontà che si impegna per ciò che vale,

alla realizzazione di una vita piena.

Tu sei in mezzo a noi come Colui che salva, guarisce, apre,

supera le nostre porte chiuse ed entra ad aprire cuore e menti.

Concedici di saper anche noi accogliere chi ha il cuore chiuso e fatica a comprendere,

chi fatica ad amare,

chi fatica a credere!

Cardinal Maria Martini

10 dicembre 2010 at 11:44 am Lascia un commento

commento alla 29 settimana del tempo ordinario

E’ la domenica del richiamo all’umiltà e al servizio non tanto in una logica moralistica che presenta ancora una volta il messaggio cristiano come un messaggio per “schiavi” o “perdenti, masochistici” nella vita in cui sembra quasi che più si soffre e più si sopporta meglio è.

Il servizio e l’umiltà nascono dall’ esigenza stessa dell’amore che per sua natura, quando ama si fa servo, umile, schiavo perché l’amato possa essere felice. E Dio che è amore per natura non può che presentarsi sotto la forma del servo sofferente della prima lettura di Isaia, nella veste di sommo sacerdote della lettera agli ebrei.. un sacerdote diverso e nuovo rispetto a quello che si aspettavano in cui la dimensione del potere è tutta racchiusa nella forza dell’amore che si fa servo: regnare..attraverso l’amore! Ma il vangelo, almeno per quanto riguarda i discepoli va in tutt’altra dirensione: “è tanto tempo che sono con voi e ancora non capite..” dirà un giorno Gesù.

La prima considerazione che nasce leggendo il brano è: non è scontato dire seguo Gesù, sono cristiano, conosco la sua strada. La tentazione è sempre quella di seguire un Gesù che ci siamo fatti nel nostro immaginario, un ideale di Gesù che corrisponde molto alle nostre attese, speranze e bisogni..che non ci deluda mai e a cui dire come i discepoli: “noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo!” In questo ribaltamento di ruoli anche inconsapevole il rischio è non arrivare mai a conoscere Dio e il suo progetto su di noi perché instauriamo con Lui una relazione di forza, di sfida, si sospetto, di compravendita..fino a rimanere delusi quando le cose non vanno come ci aspettavamo che dovessero andare: “fare deserto nel cuore ascoltando Dio che parla”.

La seconda considerazione è: la pazienza di Gesù. Di fronte all’atteggiamento francamente irritante e presuntuoso degli apostoli non li fulmina né li abbandona ma spiega e corregge con mitezza pur sapendo che sarà inutile almeno sul momento. Perchè fa così? Perchè è un uomo virtuoso indubbiamente ma soprattutto perché sa che la forza del cambiamento non è opera dell’uomo, delle sue parole, dei suoi insegnamenti: è opera esclusiva della grazia. Lo aveva detto domenica “impossibile all’uomo ma niente è impossibile a Dio”. Noi siamo chiamati a seminare ma chi fa crescere è il Signore che solo è in grado di tenere insieme il cuore dell’uomo che solo Lui conosce, la sua libertà e la grazia. Come fare a seminare?

Ecco la terza considerazione: la serenità di Gesù nell’accogliere gli apostoli così come sono e ricominciare ogni volta a spiegare e ad amare deriva dalla certezza che ciò che io posso fare è testimoniare. Il mio modo di seminare  è testimoniare e la testimonianza per sua natura non richiede tante parole, non vive del consenso, non si preoccupa del cambiamento degli altri, non sta a contare i frutti, non ripone la sua gioia nei risultati. Il testimone è colui che spesso senza saperlo più con la vita interiore ed esteriore “rende palese”una relazione profonda con l’assoluto a cui solo rendere conto: “Dio solo basta”. Potremmo prendere ad esempio la straordinaria esperienza di Charles de Focauld che muore solo nel deserto ucciso da uno dei tuareg che voleva evangelizzare con la certezza che altri sarebbero venuti dopo di lui a condividere un progetto che aveva nel cuore e di cui aveva scritto le costituzioni ma di cui non aveva visto ancora nessun frutto. Nel deserto c’era solo lui e il Signore sotto forma di pane..

19 ottobre 2009 at 10:28 pm 4 commenti

Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?

Questa XXVIII domenica del tempo ordinario, la liturgia di oggi ci offre la meditazione proprio di un giovane che si rapporta con Gesù, chiamandolo Maestro Buono… Questo giovane chiede a Gesù che cosa deve fare per avere la vita eterna e Gesù gli risponde attraverso la risposta più semplice: doveva seguire i comandamenti!

Ed ecco che il giovane, con sincerità di cuore, rispose che li aveva seguiti fin dalla sua giovinezza e Gesù “fissò lo sguardo su di lui” e LO AMO’! Gesù legge nel suo cuore che era buono, lo aveva sempre seguito e non più fare a meno di amarlo… Quante volte anche noi come il giovane ci siamo sentiti giusti, eseguendo i comandamenti, amati dalle nostre parrocchie e dal gruppo?? Quante volte nelle nostre attività di volontariato facciamo passare il nostro messaggio e non quello di Dio, per una nostra soddisfazione? Nel suo cuore però, il giovane, nonostante la voglia di seguire Gesù superficiale non era del tutto pronto a dedicare tutta la propria vita all’annuncio della Parola.

Infatti alla richiesta di Gesù di lasciare le sue sicurezze, ciò a cui era attaccato, il giovane si fa scuro in volto e triste si allontana… Don Oreste Benzi in una meditazione circa questo vangelo scrive:

” Quel giovane voleva trovare la pienezza di vita nel fare qualcosa in più per il Signore, ma non voleva cedere neppure una briciola di se stesso a Dio, non voleva una relazione coinvolgente con Dio. Che cosa gli mancava ancora?

Se hai posto paletti tutt’intorno, , gli impedisci non solo di entrare nel tuo cuore ma anche di avvicinarsi.

Tu vuoi che Gesù ti lasci andare dove vuoi tu, perchè tu vuoi andare solo per strade che conosci. Sei tu che vuoi condurre Lui e così ricevi le tue risposte non le Sue.

Se tu vuoi che l’Amore di Gesù ti avvolga, digli il tuo sì incondizionato, molti stanno male perchè danno al Signore solo le briciole e danno la colpa del loro malessere solo agli altri.

tu donagli tutto e la gioia sarà in te perchè l’infinito ti avvolge!”

Questa settimana proviamo a sentire la voce di Dio, a lasciarci guidare da Lui per strade nuove, lasciamo agire lo Spirito Santo nel nostro cuore… la ricompensa la assicura Gesù nel Vangelo di oggi: “non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni e la vita eterna nel tempo che verrà!

Non conformiamoci al mondo, noi siamo nel mondo ma non siamo del mondo, accettiamo il disegno di Dio su noi, solo così saremo LUCE PER GLI UOMINI, SALE DELLA TERRA!!!

11 ottobre 2009 at 1:27 pm Lascia un commento

programma figli della luce 2009-2010

Magnificat..anima mia il Signore!” 

E’ il grido di gioia della madre che incontra la cugina Elisabetta. E’ il grido di gioia di un incontro in cui entrambe comprendono meglio il progetto di dio su di loro. Quest’incontro invece di confondere definisce meglio il loro personale cammino e la specificità del ruolo che ognuna di loro riveste nel mistero della Chiesa. L’incontro delle diversità nell’amore e nel servizio approfondisce i loro carismi personali e le aiuta a diventare unità pur nel rispetto delle diversità. Da sempre l’antropologia vede l’uomo come capace di comprendere se stesso solo nella relazione. Teologicamente le persone della trinità si definiscono a partire dalla loro relazione:il padre si riconosce tale guardando il figlio e il figlio sa di essere amato specchiandosi negli occhi del padre.Inoltre l’incontro di queste due donne ci mostra che non esistono persone povere in assoluto o più povere di altre ma solo diverse:le diversità quando sono condivise in Gesù arricchiscono reciprocamente. Elisabetta sembra più bisognosa di Maria eppure è questo incontro che svela a Maria sempre meglio il mistero che è racchiuso in lei.

Queste e altre riflessioni in ordine alla comunione nella diversità,alla necessità di confronto e apertura(la chiesa è missionaria per natura..) mi hanno portato a pensare questo percorso annuale. 

Questo cammino nasce prima di tutto per rispondere all’esigenza del gruppo dei figli della luce oggi.Il gruppo rischia di diventare autoreferenziato. Anche le esperienze vissute in questi anni,pur significative,nonhanno sempre prodotto frutti in ordine alla comunione con gli altri,all’impegno missionario quotidiano nel sociale,almeno per la maggioranza. Dopo tanti anni di cammino si può correre il rischio di continuare a percepire il gruppo come il “grembo materno” in cui riposare per sempre.

L’aspetto dell’apertura agli altri diventa decisivo anche per capire quanto ognuno è cresciuto e quanto ha fatto proprio il carisma mariano dei figli della luce. 

DESTINATARI: il gruppo dei figli della luce e i gruppi giovanili che vogliono condividere un cammino mensile attorno alla figura di Maria sul tema dell’unità nella diversità:

Maria,donna dell’unità. 

CONTENUTI: – “padre prego per loro perché siano uno..(Giovanni)”.Identità e diversità nella comunione.

-          “vedo il bene che devo fare e faccio il male che non voglio..(Paolo)”.Integrare il passato per incontrare l’altro nel presente.

-          “abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo..(Paolo)”.La via autentica del dialogo:i sentimenti.

-          “ti basta la mia grazia..(Paolo)”il conflitto e la crisi come momento di crescita.

-          “misericordia io voglio e non sacrifici..(Isaia)”.Il perdono e la misericordia:amati per amare.

-          “senza di me non potete far nulla..(Giovanni)”.La forza della grazia nel cammino di Amore.

-          “ti ho fatto come un prodigio..(Isaia)”.La scoperta dell’unicità dell’altro.

-          “il Signore è fedele per sempre..(salmi)”.La fedeltà di dio radice di ogni amore.

-          “Vi ho generati come figli miei carissimi..(paolo)”.la fecondità dell’amore.

-          “non vi chiamo più servi ma amici..(Giovanni)”.Dall amore del servo a quello del figlio:innamorarsi di Dio.

 TEMPI: Un fine settimana al mese a Massa. Fino ad ora abbiamo cominciato sempre con la cena del sabato,dopo cena adorazione animata sul tema e poi il giorno dopo altri momenti fino al pomeriggio. Con gli altri gruppi potremmo fare solo la domenica.  Altro momento importante è il capodanno alternativo. Alcuni giorni di ritiro attorno a capodanno e la notte dell’ultimo dell’anno evangelizzazione con una chiesa aperta nel cuore di una grande città coma abbiamo già fatto in questi anni.Concludere il percorso annuale con una tre giorni giovane su maria,donna dell’unità con attività varie per giovani(preghiera,catechesi,musica,workshop… Sarebbe bello fare un ritiro estivo insieme a Lourdes durante l’estate:conosco bene la realtà di Lourdes e sarebbe facile unire momenti nostri con spazi adeguati ad attività organizzate da loro. Sarebbe in linea con il cammino dell’anno che ha puntato all’incontro tra le nostre povertà e al servizio reciproco. A Lourdes Maria è davvero scesa per incontrare le povertà degli uomini e renderli solidali attorno ad essa:prima ha incontrato Bernadetta e poi i malati di tutto il mondo. 

MODALITA’: La domenica mattina dopo un momento di preghiera iniziale il tema viene proposto in forma di catechesi a partire dalla scrittura. Viene dato il tempo per la riflessione personale(deserto). Pranzo condiviso e poi lavori in workshop. Il tema viene sviluppato in tre modalità diverse da tre punti di vista diversi a scelta:l’unità e la diversità nelle realtà normali di gruppi,nell’amicizia,nell’impegno sociale(1°workshop); l’unità e la diversità all’interno di una speciale chiamata come la vita religiosa(2°workshop); l’unità e la diversità all’interno del cammino di coppia(3°workshop). Si fa poi una condivisione generale oppure la si integra nella S.messa al momento della preghiera dei fedeli.La messa conclude la giornata.

 SOGGETTI COINVOLTI: padre simone,sacerdoti e altri animatori preparati nel mondo giovanile e che comunque credano al valore dell’integrazione tra umano e spirituale nel cammino di fede. 

DOVE: in una parrocchia accogliente che potrebbe anche cambiare ad ogni incontro.

Si torna a dormire a casa dando il messaggio che quel sabato è per il signore anche se non c’è l’ambiente protetto del ritiro che mi impedisce di andare a divertirmi:dopo la preghiera del sabato si sceglie di andare a casa a dormire.Io sarò a disposizione il sabato pomeriggio per la confessione e la direzione spirituale del mio gruppo.Solo per chi lavora si troverà il tempo di parlare alla domenica.

 

 

DATA INIZIO:domenica 25 .Chi vuole dal giorno prima con la cena

7 ottobre 2009 at 2:16 pm Lascia un commento

VENERDI’ SANTO

Le Ultime sette parle di Gesù sulla croce

Per tutti i Figli della Luce lontani da Carrara e per tutti coloro che volessero vivere questo venerdì santo riflettendo e contemplando la passione di Cristo, condividiamo il momento di preghiera che ieri sera abbiamo vissuto meditando le ultime 7 parole di Gesù sulla croce. Un abbraccio a tutti coloro che soffrono, in particolare invitiamo tuti ad unirsi in preghiera per i malati, i sofferenti nel corpo e nello spirito, per i nostri fratelli in Abruzzo che in questi giorni vivono nella loro vita la Passione di Cristo.

Padre perdonali perchè non sanno quello che fanno

Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero Lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva. “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,33-34)

COMMENTO:

E’ una cosa normale che, quando si avvicina la morte, il cuore dell’uomo esprime parole d’amore a coloro che gli sono più vicini e più cari, la stessa cosa è stata per Gesù. Tutti coloro che lo seguivano aspettavano ansiosi la sua prima parola. I suoi carnefici aspettavano le sue grida, come avevano fatto coloro che erano stati appesi alla croce prima di lui, che maledivano il giorno della loro nascita, le loro madri; sputavano persino su chi li guardava. Anche gli scribi e i farisei si aspettavano delle grida ed erano sicuri che Gesu’, che aveva predicato l’amore verso i propri nemici e di fare del bene a chi ci odia, avrebbe dimenticato questo suo vangelo quando gli sarebbero stati forati le mani e i piedi. Tutti, insomma, si aspettavano di sentirlo gridare ma nessuno pensava di ascoltare quel grido. La soave, dolce, umile preghiera del perdono: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”.

Perdonare chi? Il soldato nel palazzo di Caifa che lo schiaffeggiò; Pilato, l’uomo politico che preferì condannare Dio per poter rimanere amico di Cesare; i soldati che innalzarono il Re dei re su di un albero, fra cielo e terra. Perdonali, perché? Perché sanno quello che fanno? No, perché non sanno quello che fanno. Se avessero saputo quello che stavano facendo e tuttavia avessero persistito nel farlo, se avessero saputo quale terribile crimine stavano commettendo condannando la Vita a morte; se solo avessero saputo ciò che stavano facendo e tuttavia avessero persistito nel farlo, non sarebbero mai stati salvati! E’ solo grazie alla loro inconsapevolezza della gravità del crimine che stavano commettendo che poterono rientrare nell’ambito di coloro che udirono quel grido della croce. Non è la conoscenza che salva, ma l’ignoranza!

L’unica cosa che può giustificarci di non essere santi è la nostra inconsapevolezza di quanto buono sia Dio!

Oggi sarai con me nel paradiso

Uno dei malfattori appeso alla croce lo insultava: ”Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!”. Ma l’altro lo rimproverava: “Neanche tu hai timore di Dio benchè condannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male”. E aggiunse: “ Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gli rispose Gesù: “In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso” (Lc 23, 39-43).

COMMENTO:

Dimas, un ladro che ha commesso tanti crimini in punto di morte vede una croce, ma l’adora come un trono; vede un uomo condannato a morte come lui, ma lo invoca come un re : “Signore, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Il Signore era finalmente riconosciuto per ciò che era! Nessuna voce si era elevata in riconoscimento e lode, ad eccezione di quella di un condannato a morte. Era un grido di fede in colui che era stato abbandonato da tutti, ed era solo la testimonianza di un ladro. Se Pietro, che aveva visto il suo volto risplendere come il sole e le sue vesti biancheggiare come la neve sul monte della Trasfigurazione, lo avesse confessato come Signore; se il cieco di Gerico, che aveva riavuto la vista, avesse proclamato la sua divinità, non ne saremmo sorpresi. Ma in quel momento, quando la morte era ormai prossima e la sconfitta sembrava palese, l’unico, al di fuori del piccolo gruppo ai piedi della croce, che lo riconobbe come Signore del Regno e Capitano delle anime, era un ladro crocifisso alla sua destra.

In quel giorno, in cui nemmeno Erode era riuscito a farlo parlare, né le ingiuste accuse in tribunale erano riuscite a fargli rompere il silenzio, ora egli parla volgendosi a quella vita trepidante a suo fianco, e salva un ladro: “Oggi sarai con me nel paradiso “.

Era l’ultima preghiera di un ladro, e forse anche la prima. Bussò una sola volta, una sola volta cercò e chiese, ma quell’unica volta mise tutto in gioco per questo, in un’unica volta ottenne tutto.

Cristo fu scortato al cielo ad un ladro.


Donna ecco tuo figlio

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!” Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!” E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
(Gv 19,25-27)

COMMENTO:

Fu proprio dalla croce che Gesù portò a compimento la sua volontà e il suo testamento. Aveva già donato il suo sangue alla Chiesa, le sue vesti ai suoi nemici, il paradiso a un ladro e presto avrebbe abbandonato il suo corpo alla tomba e la sua anima al Padre eterno. A chi dunque avrebbe potuto donare i suoi due tesori da lui più amati: Maria e Giovanni? Li avrebbe donati l’uno all’altra, un figlio a sua Madre e una Madre all’amico. “Donna! ecco tuo figlio!”. Maria aveva dato alla luce il suo primogenito senza dolori di parto, nella grotta di Betlemme; adesso dà alla luce, il suo secondogenito, Giovanni, tra dolori del Calvario. Maria sperimenta i dolori del parto non solo nel dare alla luce il suo secondogenito, Giovanni, ma nel dare alla luce tutti coloro che sarebbero nati da lei come “figli di Maria”

Maria, quindi, non è solo la madre di Gesu’ Cristo, ma è anche madre nostra. Questo non le è dato semplicemente come titolo di cortesia; non si tratta nemmeno di una finzione giuridica o di un linguaggio figurato. Siamo veramente figli suoi e lo siamo a pieno diritto, poiché essa ci ha partoriti nel dolore ai piedi della croce. Ai piedi dell’albero della croce, Maria, grazie al suo coraggioso sacrificio e alla sua fedele obbedienza, ha riacquistato il titolo di Madre dei viventi. Che destino meraviglioso avere come madre la Madre di Dio e come fratello Gesu’.


Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?

Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio: Alle tre Gesù gridò con voce forte: “Eloì, Eloì, lema sabactàni? “ che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15, 33-34)

COMMENTO:

Questa frase simboleggia le sofferenze di tutti coloro che si sentono abbandonati da Dio. Quando la pronunciò, si fece buio su tutta la terra. Si pensa comunemente che la natura rimanga indifferente al dolore dell’uomo. Una nazione può morire di fame, eppure il sole e le stelle continuano a volteggiare sui campi inariditi. L’uomo può levarsi contro suo fratello in una guerra fratricida e trasformare i campi di fiori in campi di sangue, ma un uccello, scampato al fuoco e al furore della battaglia, canta la sua dolce melodia di pace. I nostri cuori possono spezzarsi dal dolore per la morte di un carissimo amico, tuttavia l’arcobaleno appare festoso nel cielo anche se i suoi sgargianti colori contrastano con la cupa agonia sulla quale egli risplende. Ora, però, il sole si rifiuta di brillare sulla tragedia della crocifissione!

In realtà, tutto era nell’oscurità! Egli si era privato di sua Madre e del suo discepolo amato, donandoli l’uno all’altra, e ora anche suo Padre nei cieli lo aveva abbandonato. ”Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. E’ il pianto che esprime il terribile mistero di un Dio abbandonato da Dio stesso. Il Figlio chiama suo Padre, Dio. Che contrasto con quella preghiera che egli un giorno aveva insegnato: “Padre nostro, che sei nei cieli ….”! Stranamente e misteriosamente, la sua natura umana sembra separarsi dal Padre celeste, eppure non è così: come potrebbe altrimenti invocarlo dicendo: “Dio mio, Dio mio”? Come la luce e il calore del sole sembrano scomparire quando si frappongono le nuvole, sebbene il sole rimanga nel cielo al di là delle nuvole, così è ora per Gesu’: il volto del Padre celeste sembra scomparire in quel terribile momento in cui egli prende su di sé i peccati del mondo. Gesu’ assume questa sofferenza per ognuno di noi, affinché possiamo capire che cosa terribile sia per la natura umana essere privati di Dio, della sua consolazione.

Nello stesso tempo non dobbiamo dimenticare quanto ancora Dio si sente abbandonato dagli uomini.

Penso che dopo questi duemila anni l’indifferenza del mondo moderno sia più dolorosa delle pene del Calvario. Non bisogna credere che la corona di spine e il metallo dei chiodi fossero più terribili per il corpo del Nostro Salvatore dell’indifferenza di oggigiorno, che non si cura né di offendere né di lodare il suo Cuore.


Ho sete

Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata compiuta, disse per adempiere la scrittura: “Ho sete”. Vi era lì un vaso pieno d’aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. (Gv 19, 28-29).

COMMENTO:

Lui, Dio fatto uomo, dalle cui dita rotolarono i pianeti e i mondi; che disse: “Mio è il mare e i fiumi che scorrono tra le migliaia di valli e le sorgenti che sgorgano tra le innumerevoli colline”, proprio Lui ora chiede all’uomo dell’acqua! Ma non chiede acqua terrena, bensì un po’ d’amore. Come se dicesse: “ Ho sete….d’amore”. Questa parola rivela la sofferenza di Dio senza l’uomo. Ma cosa ha fatto Gesu’ per sentirsi tanto in diritto di chiedere il mio amore? Quando mi ha amato Dio? Amore vuol dire prima di tutto dare, amore significa rivelare se stessi a chi si ama, amore significa soffrire per chi si ama e ora Dio sta soffrendo per noi sull’albero della croce, poiché “nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. Amore significa anche diventare uno con chi si ama ma soprattutto nell’unità dello spirito.

Certamente l’amore si è espresso al massimo. Cristo non avrebbe potuto fare di più per la sua vigna di ciò che ha fatto. Avendo versato tutta l’acqua del suo amore eterno nei nostri poveri e aridi cuori, non ci meravigli che ora sia tanto assetato di amore. Perché non rispondiamo? Perché lasciamo che il Cuore divino muoia di sete per l’amore umano?


Tutto è compiuto

E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse:
“ Tutto è compiuto!”
(Gv 19,30)

COMMENTO:

Gli stessi tre strumenti che avevano cooperato alla nostra caduta furono usati per la nostra redenzione. Al posto dell’uomo disobbediente, Adamo, egli pose l’uomo obbediente, Gesu’; al posto della donna orgogliosa, Eva, egli pose un’umile vergine, Maria; al posto dell’albero nel mezzo del giardino, egli pose l’albero della croce. La Redenzione era ora completa. Il lavoro che il Padre gli aveva dato era stato compiuto. Siamo stati riscattati grazie a una battaglia in cui non furono usate le cinque pietre che servirono a David per uccidere Golia, ma le cinque piaghe, le orribili ferite inflitte sulle mani, sui piedi e nel costato di Gesu’; una battaglia il cui grido non era: “Schiaccia e uccidi”, ma “Padre, perdonali” ; una battaglia in cui il perdente fu colui che uccise il nemico. Durante le ultime tre ore, Gesu’ si era occupato delle cose del Padre e con la gioia dei forti, gridò il canto del suo trionfo: “Tutto è compiuto”.

Il suo lavoro era giunto a compimento, ma il nostro? Solo Dio può permettersi di usare quella parola, noi no . Egli ha costruito le fondamenta, noi dobbiamo edificarci sopra. Il Signore è alla porta e bussa , ma la maniglia è solo dal nostro lato e solo noi possiamo aprirla. Gesu’ ha operato la consacrazione, ma spetta a noi fare la comunione. Solo da noi dipende il compimento dell’opera che ci è stata affidata, dalla nostra capacità di adeguarci alla sua vita, diventando altri “Cristi”. Infatti, il suo venerdì santo e la sua passione non potranno giovarci se non prendiamo la sua croce e lo seguiamo.


Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Detto questo spirò. ( Lc 23, 44-46)

COMMENTO:

Cristo viene condannato a morte dai suoi fratelli accecati dalla gelosia. Poco prima Gesù si era rivolto al mondo, gli aveva dato il suo addio, ora invece si rivolge al Padre e questo segna il suo ingresso in paradiso.

Il figliol prodigio ritorna alla casa del Padre. Non è infatti Gesu’ come il figliol prodigio?

Trentatré anni prima aveva lasciato la casa del Padre suo celeste per andare in un lontano paese, che è il nostro mondo. Allora iniziò a spendere le sue risorse spirituali e lasciare che altri ne usufruissero, disperdendo con infinita prodigalità le ricchezze divine della sua potenza e sapienza, distribuendo con liberalità divina il dono del perdono e della misericordia.

In questa sua ultima ora, tutte le sue sostanze vengono dissipate tra i peccatori, donando per la redenzione del mondo fino all’ultima goccia del suo sangue.


10 aprile 2009 at 2:16 pm Lascia un commento

25 MARZO: ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

Nell’Annunciazione si ha il tipo di dialogo che il Padre del nostro Signore Gesù Cristo vorrebbe avere con ciascuno di noi.
…siamo invitati a pronunciare un “sì” come quello di Maria, affinché Dio possa realizzare il piano di amore che ha concepito per ciascuno di noi.

O Maria,
Dio è entrato nella tua vita
e ti ha chiesto di accogliere
un progetto più grande di te.
Tu hai accolto quella proposta oscura
con lo slancio e la gioia
di chi si affida totalmente a Lui.
Aiutaci, o dolcissima Madre, ad imitarti
perché possiamo accogliere
Dio e la Sua volontà
nella nostra vita.

25 marzo 2009 at 9:32 am 1 commento

IV DOMENICA DI QUARESIMA

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio Unigenito, perchè chiunque creda in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna”

Siamo fuori dalla logica di doveri e relativi castighi,

siamo nel cerchio di un amore folle e paradossale, che è quello di Dio

22 marzo 2009 at 3:22 pm Lascia un commento

19 MARZO: SOLENNITA’ DI SAN GIUSEPPE

Oggi celebriamo la solennità di san Giuseppe.

Destino veramente singolare di questo Santo e grande Santo: gli toccò quel che di peggio può dare la terra, quel che di meglio può dare il cielo.

Non onore né gloria, non denaro, né agiatezza, non potenza né considerazione, non amore terreno né piaceri di nessuna sorte, non un nome celebre, non un mestiere onorato, non una ragione qualsiasi per sentirsi ed essere ritenuto qualcuno, niente di ciò che il mondo stima.

Ebbe, invece, da Dio, quel che Iddio non avrebbe affidato mai a nessuno del mondo, né al più potente, né al più ricco, né al più famoso, né al più appassionato, né, in una parola, al più grande degli uomini. Non a Catone, non a Virgilio, non a Cesare, ma a lui Dio affidò il Suo Figlio unigenito e Sua Madre.

A nessuno degli uomini è mai toccata né potrà mai toccare tanta altezza divina e tanta umana umiltà.

O San Giuseppe,
con te, attraverso di te,
noi benediciamo il Signore.

Egli ti ha scelto tra tutti gli uomini,
per essere sposo di Maria e padre di Gesù.
Tu hai contemplato ogni giorno
il mistero della Madre e del Bambino
e tutta la tua vita l’hai dedicata a loro,
anche quando non capivi.

Insegna a noi
la tua fiducia, il tuo amore,
per diventare discepoli
del tuo figlio e della tua sposa.

18 marzo 2009 at 10:13 pm 2 commenti

CORAGGIO…LA CROCE E’ PROVVISORIA

croce - collocazione provvisoriaIn una chiesa c’è un grande crocifisso di terracotta. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l’ha addossato alla parete della sagrestia e vi ha apposto un cartello con la scritta: COLLOCAZIONE PROVVISORIA.
La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell’opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito.

COLLOCAZIONE PROVVISORIA. Penso che non ci sia una formula migliore per definire la Croce. La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo.

Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una carrozzella.
Animo, tu che provi i morsi della solitudine.
Abbi fiducia, tu che bevi al calice amaro dell’abbandono.
Non imprecare, sorella, che ti vedi distruggere giorno dopo giorno da un male che non perdona.
Asciugati le lacrime, fratello, che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici.
Non tirare i remi in barca, ti che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire.
Non abbatterti, fratello povero, che non sei calcolato da nessuno, che non sei creduto dalla gente e che, invece del pane, sei costretto a ingoiare bocconi di amarezza.
Coraggio! La tua Croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre “collocazione provvisoria”.
Il calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale. E il terreno di questa collina, dove si consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come suolo edificatorio.

Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della Croce.
“Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra”.
Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio.
Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane.
Da mezzogiorno alle tre di pomeriggio.
Solo allora è consentita la sosta sul Golgota.
Al di fuori di quell’orario c’è il divieto assoluto di parcheggio.
Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci.
Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio.

Coraggio, fratello che soffri.
C’è anche per te una deposizione dalla croce.
Coraggio, tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali, e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.

Un abbraccio.

don Tonino Bello

17 marzo 2009 at 7:29 pm Lascia un commento

III DOMENICA DI QUARESIMA

Senza dubbio la lettera di questa pagina evangelica interpella il nostro modo di gestire gli edifici di culto: se siano cioè davvero luoghi per la preghiera e di incontro con Dio o non piuttosto luoghi sciatti e pieni di confusione.
Ma c’è un altro mercato sul quale è importante porre la nostra attenzione: è quello che si svolge dentro i cuori.
Questo è un mercato che scandalizza ancor più il Signore Gesù perché il cuore è il vero tempio che Dio vuole abitare. Tale mercato riguarda il modo di concepire e di condurre la vita.

Anche noi dobbiamo cacciare i mercanti dal tempio: rifiutare tutte quelle forme di religiosità che sono, più o meno apertamente, un modo per aprire con Dio un conto di dare e avere. È tipica della religiosità naturale l’idea del contratto, del dare qualcosa a Dio per avere in cambio il suo favore. Si vede Dio come un potente di questo mondo che vuole essere servito, che ha bisogno del mio sacrificio. Dio allora è strumentalizzato, messo a servizio del mio progetto; solo che per riuscire a fare questo devo sottomettermi, cedere qualcosa.

Sì, oggi, Signore,
ci chiami a verificare se abbiamo fatto del nostro cuore
un centro di adorazione o una spelonca di ladri.
Ci chiami a rinnovare, alla luce del Vangelo,
la scala dei nostri valori, a cambiare la nostra vita.

Il cammino della Quaresima, con lo sguardo fisso su Gesù diventa impegno a purificare le nostre relazioni.
Sull’esempio di Gesù, impegniamoci a trasformare il nostro corpo in uno strumento di comunione per essere tempio vivo del Suo Amore.

entra ancora Gesù nel mio cuore e purificalo

12 marzo 2009 at 6:51 pm 1 commento

Cristo ha preso su di se le nostre malattie…

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava.
Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Commento:

“Fattasi sera, dopo il tramonto del sole portavano a lui tutti i malati e gli indemoniati. E tutta la città era radunata davanti alla porta”. Era tramontato il sole, ma tutta la città si era radunata davanti a quella porta, alla porta della casa ove stava Gesù, il sole che non tramonta. Viene spontaneo pensare ai milioni di persone colpite in mille modi diversi da malattie o da dispiaceri e che vagano cercando una porta a cui bussare. Come non pensare anche alle nostre porte e chiedersi se sono come quella della casa di Cafarnao. 

L’evangelista dice che Gesù guarì molti. E quando tutti erano andati via, guariti e rincuorati, Gesù continuò la sua giornata. Uscì e si recò in un luogo appartato, per pregare. Ecco, di tutto il lungo giorno, il momento culmine e la fonte di tutto ciò che Gesù faceva. La sua prima e fondamentale opera, l’intimità con il Padre, il colloquio continuo per convincersi della missione ricevuta circa le condizioni del mondo, la salvezza di tutti. Ecco perché, ai discepoli che lo raggiungono e gli dicono che tutti lo cercano, risponde: “Andiamocene, perché io predichi anche altrove”.

Anche davanti alla nostra porta vengono spesso tante persone, e noi che facciamo? Li accogliamo, li guariamo, li consoliamo, li abbracciamo?
E c’è anche un altro interrogativo, ancora più radicale, che ci riguarda personalmente: non siamo forse noi tutti, chi in un modo e chi un altro, dinanzi a quella porta, a Cafarnao, in attesa che si apra?

Gesù, la seconda persona della Santissima Trinità, Dio sceso sulla terra, ha bisogno di essere in piena unione di Spirito con il Padre che è Amore. E anche noi possiamo diventare una sola cosa con il Padre solo se la nostra preghiera si unisce a quella di Gesù, per tutte le persone che sono sofferenti..

Tra qualche giorno celebreremo la festa della “Madonna di Lourdes” e verrà celebrata anche la giornata mondiale del Malato. Preghiamo affinchè ad ogni persona sulla Terra non manchi mai il sostegno per affrontare la sofferenza e il dolore!

Prendiamoci come impegno per la prossima settimana di aiutare qualche persona che ci è vicina e che ha qualche particolare sofferenza, vedendo nei suoi occhi gli stessi occhi di Cristo sofferente sulla croce.

Ricorre oggi anche la 17° giornata del malato dal tema “educare alla salute, educare alla vita“.

Uniamoci con tutta l’umanità nella preghiera verso chi è sofferente e che non ce la fa più fisicamente e spiritualmente a sostenere la propria malattia, perchè le nostre preghiere possano alleggerire le loro sofferenze!!!

7 febbraio 2009 at 10:52 pm Lascia un commento

VEDRAI MIRACOLI…SE CREDERAI

“Se tu avessi fede quanto un granellino di senape…”

è questo quello che ci dice il Signore,

di fidarci di Lui,

che ci è sempre accanto

e non ci tradisci mai!!!

15 gennaio 2009 at 5:13 pm 3 commenti

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PREGHIERA DEL GIRASOLE Signore, come il Sole,
Tu splendi e mandi a noi i Tuoi raggi.
Siamo i Tuoi girasoli,
gli innamorati del Sole. Vogliamo vivere sempre «girati» verso dì Te,
senza mai più abbandonarTi.
Vogliamo fare il pieno di Te
perché Tu sei la nostra vita,
Tu sei tutto per noi.
Vogliamo vivere per Te come Tu vivi per noi
e portarTi ovunque perché altri si «orientino» a Te.
Signore, nostro Sole,
siamo i Tuoi girasoli.




































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