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commento alla 29 settimana del tempo ordinario
E’ la domenica del richiamo all’umiltà e al servizio non tanto in una logica moralistica che presenta ancora una volta il messaggio cristiano come un messaggio per “schiavi” o “perdenti, masochistici” nella vita in cui sembra quasi che più si soffre e più si sopporta meglio è.
Il servizio e l’umiltà nascono dall’ esigenza stessa dell’amore che per sua natura, quando ama si fa servo, umile, schiavo perché l’amato possa essere felice. E Dio che è amore per natura non può che presentarsi sotto la forma del servo sofferente della prima lettura di Isaia, nella veste di sommo sacerdote della lettera agli ebrei.. un sacerdote diverso e nuovo rispetto a quello che si aspettavano in cui la dimensione del potere è tutta racchiusa nella forza dell’amore che si fa servo: regnare..attraverso l’amore! Ma il vangelo, almeno per quanto riguarda i discepoli va in tutt’altra dirensione: “è tanto tempo che sono con voi e ancora non capite..” dirà un giorno Gesù.
La prima considerazione che nasce leggendo il brano è: non è scontato dire seguo Gesù, sono cristiano, conosco la sua strada. La tentazione è sempre quella di seguire un Gesù che ci siamo fatti nel nostro immaginario, un ideale di Gesù che corrisponde molto alle nostre attese, speranze e bisogni..che non ci deluda mai e a cui dire come i discepoli: “noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo!” In questo ribaltamento di ruoli anche inconsapevole il rischio è non arrivare mai a conoscere Dio e il suo progetto su di noi perché instauriamo con Lui una relazione di forza, di sfida, si sospetto, di compravendita..fino a rimanere delusi quando le cose non vanno come ci aspettavamo che dovessero andare: “fare deserto nel cuore ascoltando Dio che parla”.
La seconda considerazione è: la pazienza di Gesù. Di fronte all’atteggiamento francamente irritante e presuntuoso degli apostoli non li fulmina né li abbandona ma spiega e corregge con mitezza pur sapendo che sarà inutile almeno sul momento. Perchè fa così? Perchè è un uomo virtuoso indubbiamente ma soprattutto perché sa che la forza del cambiamento non è opera dell’uomo, delle sue parole, dei suoi insegnamenti: è opera esclusiva della grazia. Lo aveva detto domenica “impossibile all’uomo ma niente è impossibile a Dio”. Noi siamo chiamati a seminare ma chi fa crescere è il Signore che solo è in grado di tenere insieme il cuore dell’uomo che solo Lui conosce, la sua libertà e la grazia. Come fare a seminare?
Ecco la terza considerazione: la serenità di Gesù nell’accogliere gli apostoli così come sono e ricominciare ogni volta a spiegare e ad amare deriva dalla certezza che ciò che io posso fare è testimoniare. Il mio modo di seminare è testimoniare e la testimonianza per sua natura non richiede tante parole, non vive del consenso, non si preoccupa del cambiamento degli altri, non sta a contare i frutti, non ripone la sua gioia nei risultati. Il testimone è colui che spesso senza saperlo più con la vita interiore ed esteriore “rende palese”una relazione profonda con l’assoluto a cui solo rendere conto: “Dio solo basta”. Potremmo prendere ad esempio la straordinaria esperienza di Charles de Focauld che muore solo nel deserto ucciso da uno dei tuareg che voleva evangelizzare con la certezza che altri sarebbero venuti dopo di lui a condividere un progetto che aveva nel cuore e di cui aveva scritto le costituzioni ma di cui non aveva visto ancora nessun frutto. Nel deserto c’era solo lui e il Signore sotto forma di pane..
Add comment 19 Ottobre 2009
programma figli della luce 2009-2010
“Magnificat..anima mia il Signore!”
E’ il grido di gioia della madre che incontra la cugina Elisabetta. E’ il grido di gioia di un incontro in cui entrambe comprendono meglio il progetto di dio su di loro. Quest’incontro invece di confondere definisce meglio il loro personale cammino e la specificità del ruolo che ognuna di loro riveste nel mistero della Chiesa. L’incontro delle diversità nell’amore e nel servizio approfondisce i loro carismi personali e le aiuta a diventare unità pur nel rispetto delle diversità. Da sempre l’antropologia vede l’uomo come capace di comprendere se stesso solo nella relazione. Teologicamente le persone della trinità si definiscono a partire dalla loro relazione:il padre si riconosce tale guardando il figlio e il figlio sa di essere amato specchiandosi negli occhi del padre.Inoltre l’incontro di queste due donne ci mostra che non esistono persone povere in assoluto o più povere di altre ma solo diverse:le diversità quando sono condivise in Gesù arricchiscono reciprocamente. Elisabetta sembra più bisognosa di Maria eppure è questo incontro che svela a Maria sempre meglio il mistero che è racchiuso in lei.
Queste e altre riflessioni in ordine alla comunione nella diversità,alla necessità di confronto e apertura(la chiesa è missionaria per natura..) mi hanno portato a pensare questo percorso annuale.
Questo cammino nasce prima di tutto per rispondere all’esigenza del gruppo dei figli della luce oggi.Il gruppo rischia di diventare autoreferenziato. Anche le esperienze vissute in questi anni,pur significative,nonhanno sempre prodotto frutti in ordine alla comunione con gli altri,all’impegno missionario quotidiano nel sociale,almeno per la maggioranza. Dopo tanti anni di cammino si può correre il rischio di continuare a percepire il gruppo come il “grembo materno” in cui riposare per sempre.
L’aspetto dell’apertura agli altri diventa decisivo anche per capire quanto ognuno è cresciuto e quanto ha fatto proprio il carisma mariano dei figli della luce.
DESTINATARI: il gruppo dei figli della luce e i gruppi giovanili che vogliono condividere un cammino mensile attorno alla figura di Maria sul tema dell’unità nella diversità:
Maria,donna dell’unità.
CONTENUTI: – “padre prego per loro perché siano uno..(Giovanni)”.Identità e diversità nella comunione.
- “vedo il bene che devo fare e faccio il male che non voglio..(Paolo)”.Integrare il passato per incontrare l’altro nel presente.
- “abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo..(Paolo)”.La via autentica del dialogo:i sentimenti.
- “ti basta la mia grazia..(Paolo)”il conflitto e la crisi come momento di crescita.
- “misericordia io voglio e non sacrifici..(Isaia)”.Il perdono e la misericordia:amati per amare.
- “senza di me non potete far nulla..(Giovanni)”.La forza della grazia nel cammino di Amore.
- “ti ho fatto come un prodigio..(Isaia)”.La scoperta dell’unicità dell’altro.
- “il Signore è fedele per sempre..(salmi)”.La fedeltà di dio radice di ogni amore.
- “Vi ho generati come figli miei carissimi..(paolo)”.la fecondità dell’amore.
- “non vi chiamo più servi ma amici..(Giovanni)”.Dall amore del servo a quello del figlio:innamorarsi di Dio.
TEMPI: Un fine settimana al mese a Massa. Fino ad ora abbiamo cominciato sempre con la cena del sabato,dopo cena adorazione animata sul tema e poi il giorno dopo altri momenti fino al pomeriggio. Con gli altri gruppi potremmo fare solo la domenica. Altro momento importante è il capodanno alternativo. Alcuni giorni di ritiro attorno a capodanno e la notte dell’ultimo dell’anno evangelizzazione con una chiesa aperta nel cuore di una grande città coma abbiamo già fatto in questi anni.Concludere il percorso annuale con una tre giorni giovane su maria,donna dell’unità con attività varie per giovani(preghiera,catechesi,musica,workshop… Sarebbe bello fare un ritiro estivo insieme a Lourdes durante l’estate:conosco bene la realtà di Lourdes e sarebbe facile unire momenti nostri con spazi adeguati ad attività organizzate da loro. Sarebbe in linea con il cammino dell’anno che ha puntato all’incontro tra le nostre povertà e al servizio reciproco. A Lourdes Maria è davvero scesa per incontrare le povertà degli uomini e renderli solidali attorno ad essa:prima ha incontrato Bernadetta e poi i malati di tutto il mondo.
MODALITA’: La domenica mattina dopo un momento di preghiera iniziale il tema viene proposto in forma di catechesi a partire dalla scrittura. Viene dato il tempo per la riflessione personale(deserto). Pranzo condiviso e poi lavori in workshop. Il tema viene sviluppato in tre modalità diverse da tre punti di vista diversi a scelta:l’unità e la diversità nelle realtà normali di gruppi,nell’amicizia,nell’impegno sociale(1°workshop); l’unità e la diversità all’interno di una speciale chiamata come la vita religiosa(2°workshop); l’unità e la diversità all’interno del cammino di coppia(3°workshop). Si fa poi una condivisione generale oppure la si integra nella S.messa al momento della preghiera dei fedeli.La messa conclude la giornata.
SOGGETTI COINVOLTI: padre simone,sacerdoti e altri animatori preparati nel mondo giovanile e che comunque credano al valore dell’integrazione tra umano e spirituale nel cammino di fede.
DOVE: in una parrocchia accogliente che potrebbe anche cambiare ad ogni incontro.
Si torna a dormire a casa dando il messaggio che quel sabato è per il signore anche se non c’è l’ambiente protetto del ritiro che mi impedisce di andare a divertirmi:dopo la preghiera del sabato si sceglie di andare a casa a dormire.Io sarò a disposizione il sabato pomeriggio per la confessione e la direzione spirituale del mio gruppo.Solo per chi lavora si troverà il tempo di parlare alla domenica.
DATA INIZIO:domenica 25 .Chi vuole dal giorno prima con la cena
Add comment 7 Ottobre 2009
ritorno a casa…
ieri alle ore 15.05 l’aereo contenente i Figli della Luce e i magnifici ragazzi di Chiusi è atterrato a Roma Fiumicinio…
è ufficiale gli Fdl sono tornati sani e salvi in Italia!
apro questo post per tutti i vari saluti e commenti sul viaggio, mi piacerebbe che tutti i ragazzi ke hanno partecipato a questo pellegrinaggio possano utilizzare questo blog per scambiare impressioni sul viaggio!
perciò “popolo eletto” vi invito con libertà a lasciare scritto ciò ke dal vostro cuore nasce perchè possa essere strumento magari per qualcun’altro, che leggendo possa trovare sollievo e conforto magari per qualche situazione difficile o di tristezza…
io dal mio cuore sento solo di innalzare un canto di ringraziamento a Dio per avermi fatto superare tante paure e blocchi ke mi impediscono di essere vera fino in fondo con me stessa, ringrazio per il dono di tutti gli occhi e sorrisi che in questa settimana hanno incrociato i miei occhi spesso tristi o impauriti……..GRAZIE RAGAZZI PER TUTTO CIO’ CHE MI AVETE DONATO!
spero ke Dio ci doni la possibilità di incontrarci di nuovo perchè siete speciali e mi avete donato tanto… un grazie anche ai miei fratelli Fdl che mi conoscono forse da più tempo ma c’è sempre qualcosa di nuovo da condividere…
un abbraccio a tutti…. Valentina
1 comment 20 Agosto 2009
TANTI AUGURI FRANCESCA!!!!
Add comment 27 Giugno 2009
impariamo ad adorare te…fonte della nostra vita!
vi voglio lasciare come riflessione questa canzone del Rinnovamento nella speranza che vi possa aiutare come ha fatto con me!!
grazie di tutto Dio….
Add comment 16 Giugno 2009
giovedì santo…venerdì santo… sabato santo!!!
In questo giorno speciale, nella Santa Liturgia di oggi celebriamo e ricordiamo il gesto meraviglioso del nostro Maestro: “la lavanda dei piedi”!
Dacci o Signore la forza per poter continuare a “lavare” i piedi ai nostri fratelli, ma soprattutto a “lasciarci lavare i piedi” dai nostri fratelli accettando tutto ciò che abbiamo dentro di noi: peccati, fragilità, bisogni…
In questi giorni, viviamo dentro di noi gli stessi sentimenti di Cristo…
Pensiamo al tradimento di Giuda: quante volte anche noi siamo stati traditi dagli amici più cari e non? Gesù come ha reagito? Lui ha perdonato…
Pensiamo alla superbia di Pietro: quante volte anche noi parliamo a Dio e a Gesù come se conoscessimo la Verità e ciò che è bene per noi? Nonostante tutte le fragilità di Pietro Gesù lo ha continuato ad amare e lo ha posto a capo della sua Chiesa…
Per tutti noi Gesù Cristo Figlio di Dio è stato umiliato, flagellato, crocifisso per i nostri peccati,
solo perchè noi potessimo avere la vita eterna e finalmente tornare in pace con il nostro Unico Padre che è nei cieli!
Riflettiamo Venerdì Santo, meditiamo la Parola di Dio e se possiamo facciamo digiuno, perchè “non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio..”
E poi finalmente Sabato sera, la grande serata in cui tutta la Chiesa nel mondo prega affinchè Cristo ritorni presto sulla terra ancora per toglierci totalmente dalla nostra schiavitù del peccato!
Portiamo sempre dentro di noi la gioia di Cristo Risorto e tutto il mondo possa conoscere Lui attraverso il nostro sguardo!!!
Add comment 8 Aprile 2009
III DOMENICA DI QUARESIMA
Senza dubbio la lettera di questa pagina evangelica interpella il nostro modo di gestire gli edifici di culto: se siano cioè davvero luoghi per la preghiera e di incontro con Dio o non piuttosto luoghi sciatti e pieni di confusione.
Ma c’è un altro mercato sul quale è importante porre la nostra attenzione: è quello che si svolge dentro i cuori.
Questo è un mercato che scandalizza ancor più il Signore Gesù perché il cuore è il vero tempio che Dio vuole abitare. Tale mercato riguarda il modo di concepire e di condurre la vita.
Anche noi dobbiamo cacciare i mercanti dal tempio: rifiutare tutte quelle forme di religiosità che sono, più o meno apertamente, un modo per aprire con Dio un conto di dare e avere. È tipica della religiosità naturale l’idea del contratto, del dare qualcosa a Dio per avere in cambio il suo favore. Si vede Dio come un potente di questo mondo che vuole essere servito, che ha bisogno del mio sacrificio. Dio allora è strumentalizzato, messo a servizio del mio progetto; solo che per riuscire a fare questo devo sottomettermi, cedere qualcosa.
Sì, oggi, Signore,
ci chiami a verificare se abbiamo fatto del nostro cuore
un centro di adorazione o una spelonca di ladri.
Ci chiami a rinnovare, alla luce del Vangelo,
la scala dei nostri valori, a cambiare la nostra vita.
Il cammino della Quaresima, con lo sguardo fisso su Gesù diventa impegno a purificare le nostre relazioni.
Sull’esempio di Gesù, impegniamoci a trasformare il nostro corpo in uno strumento di comunione per essere tempio vivo del Suo Amore.

1 comment 12 Marzo 2009
I NOSTRI APPOGGI
Il falco
Un grande re ricevette in omaggio due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al Maestro di Falconeria perché li addestrasse.
Dopo qualche mese, il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato.
“E l’altro?” chiese il re.
“Mi dispiace, sire, ma l’altro falco si comporta stranamente;
forse è stato colpito da una malattia rara, che non siamo in grado di curare. Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell’albero su cui è stato posato il primo giorno. Un inserviente deve arrampicarsi ogni giorno per portargli cibo”.
Il re convocò veterinari e guaritori ed esperti di ogni tipo, ma nessuno riuscì a far volare il falco. Incaricò del compito i membri della corte, i generali, i consiglieri più saggi, ma nessuno poté schiodare il falco dal suo ramo.
Dalla finestra del suo appartamento, il monarca poteva vedere il falco immobile sull’albero, giorno e notte.
Un giorno fece proclamare un editto in cui chiedeva ai suoi sudditi un aiuto per il problema.
Il mattino seguente, il re spalancò la finestra e, con grande stupore, vide il falco che volava superbamente tra gli alberi del giardino.
“Portatemi l’autore di questo miracolo” ordinò.
Poco dopo gli presentarono un giovane contadino.
“Tu hai fatto volare il falco? Come hai fatto? Sei un mago, per caso?” gli chiese il re.
Intimidito e felice, il giovane spiegò: “Non è stato difficile, maestà. Io ho semplicemente tagliato il ramo. Il falco si è reso conto di avere le ali ed ha incominciato a volare“.
Bruno Ferrero
Talvolta, Dio
permette a qualcuno
di tagliare il ramo
a cui siamo tenacemente
attaccati,
affinche‘ ci rendiamo conto…
di avere le ali.
Add comment 6 Marzo 2009
…FALLI SENTIRE FIGLI DI DIO
Padre santo,
che conosci il cuore degli uomini,
illumina quanti non credono in te
e quanti ti stanno cercando.
Dissemina sulle strade della loro vita
le tracce del tuo amore e della tua presenza,
perché ti possano incontrare
e, incontrandoti, scoprano l’amore che provi per loro.
Tu, Signore dolcissimo,
che vai alla ricerca della pecorella smarrita,
cerca coloro che si sono allontanati da te
o che non ti hanno mai conosciuto,
perché possano scoprire la bellezza di sentirti vicino
e di abitare nella tua casa.
Amen.
Add comment 1 Marzo 2009
Cristo ha preso su di se le nostre malattie…
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Commento:
“Fattasi sera, dopo il tramonto del sole portavano a lui tutti i malati e gli indemoniati. E tutta la città era radunata davanti alla porta”. Era tramontato il sole, ma tutta la città si era radunata davanti a quella porta, alla porta della casa ove stava Gesù, il sole che non tramonta. Viene spontaneo pensare ai milioni di persone colpite in mille modi diversi da malattie o da dispiaceri e che vagano cercando una porta a cui bussare. Come non pensare anche alle nostre porte e chiedersi se sono come quella della casa di Cafarnao.
L’evangelista dice che Gesù guarì molti. E quando tutti erano andati via, guariti e rincuorati, Gesù continuò la sua giornata. Uscì e si recò in un luogo appartato, per pregare. Ecco, di tutto il lungo giorno, il momento culmine e la fonte di tutto ciò che Gesù faceva. La sua prima e fondamentale opera, l’intimità con il Padre, il colloquio continuo per convincersi della missione ricevuta circa le condizioni del mondo, la salvezza di tutti. Ecco perché, ai discepoli che lo raggiungono e gli dicono che tutti lo cercano, risponde: “Andiamocene, perché io predichi anche altrove”.
Anche davanti alla nostra porta vengono spesso tante persone, e noi che facciamo? Li accogliamo, li guariamo, li consoliamo, li abbracciamo?
E c’è anche un altro interrogativo, ancora più radicale, che ci riguarda personalmente: non siamo forse noi tutti, chi in un modo e chi un altro, dinanzi a quella porta, a Cafarnao, in attesa che si apra?
E c’è anche un altro interrogativo, ancora più radicale, che ci riguarda personalmente: non siamo forse noi tutti, chi in un modo e chi un altro, dinanzi a quella porta, a Cafarnao, in attesa che si apra?
Gesù, la seconda persona della Santissima Trinità, Dio sceso sulla terra, ha bisogno di essere in piena unione di Spirito con il Padre che è Amore. E anche noi possiamo diventare una sola cosa con il Padre solo se la nostra preghiera si unisce a quella di Gesù, per tutte le persone che sono sofferenti..
Tra qualche giorno celebreremo la festa della “Madonna di Lourdes” e verrà celebrata anche la giornata mondiale del Malato. Preghiamo affinchè ad ogni persona sulla Terra non manchi mai il sostegno per affrontare la sofferenza e il dolore!
Prendiamoci come impegno per la prossima settimana di aiutare qualche persona che ci è vicina e che ha qualche particolare sofferenza, vedendo nei suoi occhi gli stessi occhi di Cristo sofferente sulla croce.
Ricorre oggi anche la 17° giornata del malato dal tema “educare alla salute, educare alla vita“.
Uniamoci con tutta l’umanità nella preghiera verso chi è sofferente e che non ce la fa più fisicamente e spiritualmente a sostenere la propria malattia, perchè le nostre preghiere possano alleggerire le loro sofferenze!!!
Add comment 7 Febbraio 2009
DIO HA BISOGNO DI TE!!!
Il bambù
Il Signore del giardino lo amava più di tutti gli altri alberi.
Anno dopo anno, il bambù cresceva e si faceva bello e robusto. Perché il bambù sapeva bene che il Signore lo amava e ne era felice.
Un giorno, il Signore si avvicinò al suo amato albero e
gli disse:“Caro bambù, ho bisogno di te!”.
Il magnifico albero sentì che era venuto il momento per cui era stato creato e disse, con grande gioia:“Signore, sono pronto. Fa’ di me l’uso che vuoi!”.
La voce del Signore era grave:“Per usarti devo abbatterti!”.
Il bambù si spaventò: “Abbattermi, Signore? Io, il più bello degli alberi del tuo giardino? No, per favore, no! Usami per la tua gioia, Signore, ma per favore, non abbattermi!”.
“Mio caro, bambù”, continuò il Signore, “se non posso abbatterti, non posso usarti!”.
Il giardino piombò in un forte silenzio. Anche il vento smise di soffiare.
Lentamente il bambù chinò la sua magnifica chioma e sussurrò:“Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, abbattimi!”.
“Mio caro bambù”, disse ancora il Signore, “non solo devo abbatterti, ma anche tagliarti i rami e le foglie!”.
“Mio Signore, abbi pietà. Distruggi la mia bellezza, ma lasciami i rami e le foglie!”.
“Se non posso tagliarli, non posso usarti!”.
Il sole nascose il suo volto, una farfalla inorridita volo via.
Tremando, il bambù disse fiocamente:“Signore, tagliali!”.
“Mio caro bambù, devo ancora farti di più. Devo spaccarti in due e strapparti il cuore!”.
Il bambù si chinò fino a terra e mormorò:“Signore, spacca e strappa!”.
Così il Signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami e le foglie, lo spaccò in due e gli estirpò il cuore. Poi lo portò dove sgorgava una fonte di acqua fresca, vicino ai suoi campi che soffrivano per la siccità. Delicatamente collegò alla sorgente una estremità dell’amato bambù e diresse l’altra verso i campi inariditi.
La chiara, fresca, dolce acqua prese a scorrere nel corpo del bambù e raggiunse i campi. Fu piantato il riso e il raccolto fu ottimo.
Così il bambù divenne una grande benedizione, anche se era stato abbattuto e distrutto.
Quando era un albero stupendo, viveva solo per se stesso e si specchiava nella propria bellezza.
Stroncato, ferito e sfigurato era diventato un canale, che il Signore usava per rendere fecondo il Suo regno.
Noi la chiamiamo “sofferenza”.
Dio la chiama “ho bisogno di te”.
Add comment 2 Febbraio 2009




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Signore, come il Sole,