La Verna

L’INIZIO DEL CAMMINO

Nonostante siano passati ormai diversi anni da quel ritiro a La Verna (luogo francescano in provincia di Arezzo dove il Santo aveva trascorso di verso tempo), il ricordo di quei giorni è vivido come se fosse ieri. Se è vero che il primo amore non si scorda mai, ancor di più questo vale per il primo incontro vero con Gesù, con il suo Amore gratuito e senza limiti. Proprio da quell’esperienza è nato il percorso dei Figli della Luce, dalla scoperta di un Dio che ama ognuno di noi in modo autentico e disinteressato, indipendentemente da quello che abbiamo fatto perché la sua misericordia è infinita.

L’esperienza di San Francesco è stata la luce che ha permesso a noi tutti di iniziare a guardare più profondamente dentro se stessi, con umiltà e sincerità. Non a caso da questo ritiro molti di noi hanno iniziato a riconoscere e accettare la propria vocazione sia di tipo laica che religiosa. Ancora oggi ricordo i molteplici segni che il Signore ci ha donato in quei giorni per dimostrarci la Sua presenza, il Suo amore soprattutto attraverso gli altri.la-verna13

Avevamo in media tra i 17 e 20 anni, molti avevano appena sostenuto l’esame di maturità e cercavano risposte sul proprio futuro, su come poter essere realmente figli di Dio crescendo, entrando nel mondo con vere e proprie responsabilità. C’era la necessità di scoprire cosa Dio chiedeva a ciascuno di noi per la vita… Il Signore non ha tardato a rispondere: ad alcuni ha chiarito molti dubbi, ad altri, chi forse lo conosceva solo per nome o per l’abitudine di andare in chiesa, ha fatto la grazia dell’INCONTRO VERO che sana, libera e soprattutto conquista con la sua misericordia e il suo immenso Amore.

A me che avevo solo 19 anni e la paura di un mondo nuovo da affrontare, il Signore ha fatto la grazia di aprirmi il cuore in quei giorni e lasciare veramente entrare una nuova consolazione, forza, attraverso l’esempio di San Francesco.

Molti di noi avevano già vissuto campi scuola, percorsi sempre legati a Dio, ma La Verna è stato, a detta di molti, una nuova esperienza nella quale il Padre si è reso presente in modo ancor più evidente. Proprio da questo incontro il gruppo dei Figli della Luce ha iniziato a muovere i suoi primi passi, senza ancora avere un nome, un carisma o quant’altro: semplicemente riunendo alcuni giovani desiderosi di continuare a camminare sulla strada di Gesù testimoniando il suo amore e le bellezze che aveva fatto germogliare nel cuore di ciascuno.

È stata una settimana intensa di riflessione e meditazione della vita di Francesco, del suo progressivo incontro e abbandono all’amore di Dio riversato poi su tutte le altre creature, soprattutto sui propri fratelli e sorelle.

Spesso leggerete tra queste righe e avete letto la parola INCONTRO: per quella che è stata la mia esperienza ed è tutt’oggi il mio cammino Gesù è una persona viva e vera e per conoscerla realmente l’unico modo che abbiamo è quello di incontrarlo: lui che passa per le strade della nostra vita ci guarda e ci sorride, bussa alle porte del cuore, sta a noi aprirgli, fermarci ad ascoltare e semplicemente farci amare del suo immenso amore gratuito. Ma come e dove incontrare Gesù? È stato proprio grazie a Francesco che abbiamo iniziato ad accorgerci di come Dio ci circonda e vive in tutte le creature, in tutti i fratelli.

Abbiamo incontrato Gesù proprio negli occhi e nelle parole dei fratelli!!!

Ricordo ancora che il primo giorno ci fu chiesto di presentarci, non come succed700-095760e di solito quando si conosce una nuova persona, ma cercando di spiegare chi eravamo dentro, come ci vedevamo in quel periodo della nostra vita: io dissi che mi sentivo come una freccia che vola nel cielo ma che non sa dove si trova il suo bersaglio… smarrito, bisognoso di qualcuno o qualcosa che mi indirizzasse.

Già il racconto della conversione di San Francesco fu un bello scossone che mi fece riflettere parecchio ma poi il Signore fece ancora di più: ci mandò Gianni, oggi uno dei fondatori delle Sentinelle del mattino di Firenze, il quale raccontò la sua conversione scaturita dall’incontro con Gesù nella sua vita. Ricordo ancora che mentre raccontava di se disse che prima di incontrare il Signore anch’egli si sentiva smarrito come una freccia che non trova il suo bersaglio… Per qualcuno forse potrà sembrare pazzia la mia ma quella frase che sentivo così vicina mi aprì il cuore di speranza e di fiducia che realmente Dio era in grado di amarmi e riempirmi come qualcuno mi aveva insegnato perché già aveva riempito qualcun altro prima di me. Vedere la luce nei suoi occhi e il sorriso sincero mentre parlava mi ha scosso profondamente.

Negli occhi e nelle parole di quell’uomo avevo trovato Gesù che mi parlava e mi diceva: “Coraggio, ti amo così come sei, non temere perché io ti sono sempre accanto ogni giorno della tua vita, ti sostengo e ti amo di un amore sincero e che non tradisce”. Furono cinque giorni di ritiro veramente intensi pregando nei luoghi dove San Francesco dormiva, pregava.

Ma il Signore aveva riservato per noi un’altra esperienza meravigliosa: proprio il penultimo giorno le nostre guide spirituali Padre Simone, Suor Sandra, Suor Benedetta e Frà Valfredo ci chiesero di fare un’esperienza diversa: andare in città (Arezzo) senza cibo, soldi né cellulare e affidarsi alla provvidenza divina proprio come faceva Francesco con i suoi, andando a due a due per le strade e condividendo quello che avevamo provato in quei giorni, cos’era l’amore di Dio per noi. Eravamo tremendamente impauriti: parlare di noi a estranei con la consapevolezza di poter rientrare a casa la sera senza aver mangiato nulla e chiedendo forse la carità a qualcuno per pagare il treno di ritorno… Era pazzesco a pensarci eppure ci siamo affidati e siamo partiti. Vi posso assicurare che tanti piccoli miracoli sono accaduti quel giorno!!!

san_francesco07Il Signore ci ha coccolati, non facendoci mancare nulla e senza neanche dover chiedere a qualcuno qualche soldo… Ma i veri miracoli erano quelli che erano avvenuti in noi: parlavamo con la gente e ci sentivamo come infuocati, pieni di gioia, di amore da donare , avevamo un sorriso per tutti per chi si fermava ad ascoltarci e per chi ci allontanava in malo modo… Abbiamo incontrato persone che ci hanno accolto nelle loro case, chi ci ha invitato in ristoranti, chi si è fermato in strada per pregare insieme a noi, c’è chi ha addirittura pianto nel sentirsi parlare di un amore così vero come quello di Gesù…

Alla sera, di ritorno al santuario, eravamo stanchi ma eravamo soprattutto gioiosi dell’esperienza fatta: avevamo incontrato Gesù nei fratelli per strada e avevamo cercato di amarli, per quello che potevamo e in quel momento, offrendogli la nostra gioia, il nostro sorriso, le nostre esperienze, insomma noi stessi. Ricordo ancora che quando parlavamo le persone ci ringraziavano soprattutto per il modo in cui le accoglievamo, i nostri occhi si illuminavano nel parlare di Gesù. Ma ciò che mi è rimasto più impresso da quella esperienza è stato vedere persone timide, silenziose, riservate aprirsi e parlare di Dio con una gioia e una forza mai vista e soprattutto sentire nel cuore una gioia ancor più grande nel aver dato un annuncio, parlato del Padre. Perché è vero che c’è più gioia nel dare che nel ricevere!!!

Marco

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