Fatima
I Figli della Luce quest’anno (2007) sono andati a Fatima, per conoscere e approfondire da vicino il messaggio che Maria ha voluto dare a Giacinta, Francesco e Lucia, i 3 pastorelli; infatti solamente in un luogo di pace e silenzio, come è la città di Fatima, si può comprendere e vivere pienamente il mistero di Maria che chiamò i pastorelli ad opere di testimonianza chiedendo loro gesti pieni di Sacrificio e Coraggio.
Il cammino che ci è stato proposto a Fatima è stato soprattutto un percorso personale; infatti dopo una prima conoscenza dei luoghi importanti della città, effettuata nelle prime due giornate, con la visita al “Santuario della Madonna di Fatima”, al “luogo delle Apparizioni”, al “Cammino dei Pastorelli” e alle loro abitazioni, gli altri giorni sono serviti per uno “scontro/confronto” tutto personale, scaturito dalle “lezioni/riflessioni” della mattina, ma soprattutto dai momenti di silenzioso e di meditativo “deserto” effettuato nel pomeriggio (preceduti per chi voleva da un periodo di condivisione/spiegazione), per culminare poi alla sera con la messa, prima di cena, e con un momento spirituale forte (adorazione, veglia, rosario, ecc…) dopocena.
L’impronta data quindi quest’anno al ritiro è stata soprattutto quella di un cammino interiore basato nel cercare di ragionare su noi stessi, sui nostri “bisogni” e “meccanismi di difesa” e sul nostro passato per poter poi costruire un presente e un futuro sicuramente più trasparenti e coerenti con noi stessi, con gli altri e con la chiamata che ci ha fatto Dio per la nostra vita.
A Fatima con i Figli della Luce
Milano, 3 Agosto 2007: una giornata come le altre per molti, forse poco estiva, dato il brutto tempo, ma diciamo la consueta quotidianità per tutti, ma non per me; chi lo avrebbe mai detto che questa data così normale, sarebbe diventata con il tempo “speciale”…!!!
Certo, ora ti chiederai cosa ho mai fatto io il 3 Agosto 2007, ma sarebbe meglio dire, cosa ha fatto Lui quel giorno…ma, aspetta un attimo, ordiniamo bene le cose, altrimenti la fretta mi porterà a dimenticare piccoli dettagli fondamentali…!
Bene, incominciamo:
Ancona, città capoluogo della Regione Marche, parrocchia del Santissimo Sacramento, mi presento, sono Davide…un giovane laureato (23 anni), catechista, animatore parrocchiale, scout.
Una vita normale la mia, fatta di una quotidianità intensa, su cui ogni anno irrompe sempre la solita richiesta…«Vieni al ritiro quest’anno?» «…Dai vieni con noi in Toscana…»; già, è Michela, mia amica da anni, che imperterrita mi chiede, con cadenza quasi regolare, di andare insieme a lei e a mia sorella Alice, al ritiro che loro fanno ogni mese in Toscana, organizzato dai Missionari di Maria, che poi termina ogni estate con una settimana fuori!
«Michi, tanto sai che non ci vengo…ho le riunioni di scout, il catechismo…e poi che saranno mai questi incontri in Toscana…il mio cammino di fede lo vivo e lo arricchisco qui nella mia parrocchia…» ecco la mia solita risposta, che da anni è sempre la stessa
…ma poi quest’inverno «Quest’estate andiamo a Fatima, ci vieni, bisogna prenotare l’aereo e pagare in anticipo, così risparmiamo sul biglietto…» mi disse Michela, ed io stranamente risposi «Ci penserò…»
E mi ritrovai il 3 Agosto 2007 a partire per Fatima, con i “Figli della Luce” (ecco il nome del famoso gruppo della Toscana…).
Già, eccomi all’aeroporto di Milano, pronto a partire con persone di cui avevo sempre sentito parlare, ma che non conoscevo, pronto ad andare in un luogo che conoscevo, per fama, ma di cui realmente non sapevo poi un granché, ma soprattutto pronto a fare una “vacanza” per staccare dalla quotidianità (questo credevo realmente di fare, o meglio queste erano le mie intenzioni…insomma un po’ da turista), che si è rivelata invece un’esperienza personale indimenticabile.
Effettivamente, ora che scrivo, tanti sono i pensieri e le emozioni che si rincorrono, ma la prima cosa su cui ho riflettuto è il fatto che Lui mi ha voluto lì, quel giorno, in quel ritiro (non prima…eppure le richieste c’erano state…ma in quel momento), con quelle persone…destino?!? (una volta avrei detto così), ma ora posso dire che invece è parte di “quel disegno” scritto su ognuno di noi.
Ed eccomi a Fatima, la città di Maria, delle sue apparizioni, dei 3 pastorelli, e per noi la città del Sacrificio e del Coraggio, questo è stato il messaggio di Fatima, o meglio questo è stato il nuovo che Maria con le sue apparizioni e con le sue rivelazioni ha portato al mondo, scegliendo proprio 3 “messaggeri” particolari, 3 bambini, che strenuamente, contro tutto e contro tutti hanno lottato per essere testimoni di queste apparizioni…ecco perché Sacrificio e Coraggio, perché hanno sacrificato la loro vita per testimoniare, e questo lo hanno fatto perché pervasi da un enorme coraggio e da un’estrema fiducia in Maria.
Bello, no?
Io direi un messaggio pieno di passione e stupore quello di Fatima, ma capisco che ti domanderai se può bastare questo a farmi definire poi quel 3 Agosto 2007 un giorno “speciale”, indimenticabile; effettivamente direi che questa è stata la cornice di un dipinto che ho poi completato io…
Infatti la mia esperienza di Fatima è stata estremamente appassionante, quanto sofferente, perché quando sei chiamato a dipingere la tua vita, ti immergi nel tuo passato, percorri il tuo presente e sei chiamato a costruire il tuo futuro; e posso dire che Fatima segna un grande “passo” nella mia vita e ora ti spiego perché…
L’esperienza che sono stato chiamato a vivere era basata su un cammino interiore finalizzato ad individuare ciò che, nella mia vita, mi ha portato a fare determinate scelte, ma soprattutto a scovare i “bisogni” e “i meccanismi di difesa”, che nel mio vivere quotidiano hanno portato a mascherare la mia persona e a crearmi quella patina di protezione che non mi ha fatto essere libero, perché, in fondo, non reale con gli altri e con me stesso; lo so, capisco che così sembra molto concettosa e poco profonda, ma cercherò di spiegarmi meglio…
Le meditazioni, i silenzi, la preghiera, i deserti e i momenti che ho vissuto a Fatima mi hanno permesso di iniziare un percorso di “studio personale” della mia vita e della progettualità che ho io di essa, il tutto finalizzato a liberarmi dalle cose che la “incatenavano” ; ma tutto questo cammino è stato possibile grazie alla volontà che ho avuto di “specchiarmi” e di scavare dentro me per capirmi realmente; ed è stato da questo momento che ho compreso che una volta trovate le “catene” che non mi facevano essere libero, dovevo poi trovare il Coraggio (proprio quel Coraggio che avevano avuto i 3 pastorelli) per fare le scelte (ecco il Sacrificio di cambiare la realtà comoda, ma che non ci assomiglia…) e cambiare, se necessario, la mia vita…e così ho fatto.
Ecco perché per me Fatima è stata “speciale”, perché a Fatima sono riuscito a “penetrare” dentro l’Amore che il Signore ha per noi, sono stato abbracciato e pervaso da esso, riuscendo a capire la bellezza e la sacralità del regalo che ci ha fatto, donandoci la vita; e ciò mi ha portato a comprendere l’importanza di essere disposti a fare il possibile per testimoniare questo Amore, sacrificando la nostra vita e facendo scelte controcorrente, il tutto finalizzato ad essere liberi testimoni di Gesù!
Certo, penserai che forse le mie sono solo belle parole, invece no, la mia vuole essere una testimonianza di vita vissuta perché realmente sto cercando di mettere in pratica questo messaggio di passione nella mia vita, ovviamente incontrando non poche difficoltà, perché questo messaggio non “va di moda”, ma sarebbe da egoisti non condividere una scoperta così bella e travolgente, come è l’amore di Gesù per noi e per la nostra vita.
Il mondo oggi tende sempre più a vivere la nostra vita e a noi ciò fa comodo, perché siamo così portati ad essere spettatori passivi e a non scegliere mai; invece Gesù, con il suo messaggio d’Amore ci chiama ad essere protagonisti e a vivere la nostra vita.
Ora tocca a te scegliere, ma ricordati:
“Nella vita ci vuole Coraggio per fare le scelte importanti che ti rendono Libero. Quindi non avere paura di avere Coraggio”
Davide
Fatima: viaggio nella Preghiera
Mi è stata chiesta una mia testimonianza sull’esperienza del ritiro a Fatima, in Portogallo, tenutosi nell’Agosto 2007, un vero impegno a dir la verità!
Sì, perché non è facile in poche battute far capire la bellezza, la meraviglia e il rivoluzionamento interiore che ho provato in quei giorni.
Perché impiegare il tempo del relax, forse l’unico periodo di vacanza a disposizione, in un luogo di preghiera? Cosa hanno di particolare questi santuari?
I luoghi, i paesaggi, i volti, gli sguardi della gente ferma lì per ore a pregare, ha colpito tutti noi e per comprenderne l’importanza questi luoghi vanno vissuti! Vanno vissuti, ma in che modo vi chiederete? Mettendoci in ascolto, l’ascolto del cuore… perché Dio ci parla ed attende da buon Padre con tenerezza un solo gesto, un nostro sguardo!
Ma tutto questo si può fare ogni giorno nella nostra casa, al lavoro, nelle scuole, nell’università, ovunque.
Sì, è vero, ma in questi luoghi benedetti, Dio si rende ancor più “visibile”. Dipende dalla volontà di ognuno di noi ad aprire il cuore e lasciar spazio all’azione risanatrice di Dio.
Fatima è stata come un campo di allenamento, di preparazione, una scuola di preghiera, dove preghiera è dialogo con Dio, non qualcosa di meccanico.
Dialogare con Dio però diventa più difficile quando non sappiamo in primo luogo chi siamo noi.
La storia dei tre pastorelli è ciò che può aiutarci a comprendere come fare per imparare a dialogare con Dio!
Piccoli sì per età ma non di cuore e di Fede. Pieni di Fiducia in Colei che è giunta come un sole splendente sul loro cammino…
Per giorni abbiamo camminato lungo lo stesso percorso dei pastorelli, un incanto perché i luoghi, le case, tutto è rimasto cm allora… come se il tempo si fosse fermato a quel periodo e niente e nessuno potesse mai stravolgere la quiete che si respira né la calma interiore degli abitanti!
La stessa calma si respira nella Cappellina delle Apparizioni, piccolo e umile, ma accogliente rifugio per chi ha bisogno di confidarsi con la Dolce Mamma, che sembra star lì in attesa dei suoi fragili figli in cerca di conforto, di un abbraccio d’amore che solo una mamma sa donare.
Una Mamma che ci chiede e ci invita a ricercare Dio ogni giorno attraverso la preghiera, non quella meccanica recitata a memoria senza attenzione, ma quella del dialogo con Lui, della meditazione sulla Sua Parola per arrivare a conoscere noi stessi.
Alle volte il silenzio assordante della piazza, gremita di gente che pregava all’unisono, o strisciava in ginocchio davanti alla cappellina dove è apparsa la Madonna, mi dava inquietudine… come se accanto a me ci fosse la presenza di Gesù da un lato e di Maria dall’altro e mi facessero coraggio a guardarmi dentro per conoscermi, ad aprire il cuore…
Durante le commoventi celebrazioni, tra le mani il rosario che le accarezzava, sembrava di vedere fuoriuscir da quelle mani delle rose, che inebriavano l’aria di profumi e colori… i colori della gioia, della speranza e della preghiera…
Mi ritrovavo ferma lì ad ammirare lo scenario senza esserne protagonista o esserne rapita. Ero sempre quella che scherzava, giocava, rideva e cercava di far sorridere gli altri…
Fino a quando una sera durante l’adorazione notturna, i canti, le riflessioni ascoltate e le preghiere hanno fatto sciogliere quell’ immenso iceberg che era venuto a formarsi dentro di me.
Quella Croce appoggiata su di un soffice cuscino rosso era lì ed aspettava che un mio abbraccio, che dicessi ancora una volta: Gesù sono tornata, abbracciami e non mi lasciare!
Sembrano parole d’amore vero? Parole che un’innamorata dice al suo innamorato. Ebbene sì mi sono sentita così, ardere da un fuoco che non brucia, non fa male ma che aumenta ogni secondo…
Fermatevi un attimo… ascoltate… vedete non occorre andare molto lontano per capire chi è Dio o dove è. Lui abita dentro di noi. Ma per comprenderlo occorre abbandonare il fardello che ci portiamo dietro da tempo e fare il Grande Salto… verso Lui, metterci in ascolto dei suoi messaggi d’amore!
Lasciamo che Fede e Speranza siano due tenere bimbe da far crescere ogni giorno in noi per arrivare a Lui…
Buon cammino a tutti.
Sara, Ida Giacobbe
6 Comments Add your own
Leave a Comment
Some HTML allowed:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>
Trackback this post | Subscribe to the comments via RSS Feed
1.
tangalor | 24 Ottobre 2007 at 2:50 pm
La cosa che mi ha fatto più pensare di Fatima è la semplicità dei pastorelli e la scelta di Dio che, per sconvolgere tutto e tutti, ha scelto gente analfabeta, bambini, gli ultimi degli ultimi, abitanti di uno sperduto paesino del Portogallo, gente con pochi denari nelle tasche ma probabilmente un gran cuore e molto timor di Dio.
Per me è stato bellissimo poter visitare le case dei pastorelli che testimoniano tutt’oggi il mistero di Dio che fa ciò che vuole, come vuole, quando vuole e perchè lo vuole Lui!
Da quei luoghi di santi, sono passati altri santi, come ad esempio Giovanni Paolo II: anche questo mi ha fatto emozionare e pensare tantissimo… è bello aver messo il proprio piede là dove lo hanno messo alcuni santi, è bello e mi fa sentire più vicino a loro.
Ringrazio Dio per questo dono che mi ha fatto, cioè di poter vedere con i miei occhi luoghi abitati da Suoi Santi Servi, scelti da Lui per la salvezza del mondo intero.
2.
marcofdl | 29 Ottobre 2007 at 2:54 pm
Preghiera è quello che mi ha lasciato Fatima.
Preghiera non come meccanica recita di parole ma come dialogo intenso, quotidiano con Dio per poter realmente essere messaggeri di pace nel mondo.
I tre pastorelli sono figure molto significative per un cristiano. Vedere in Francesco, un bambino così piccolo la tenacia, la costanza nel cercare Maria e Gesù mi ha portato a riflettere su quanto invece spesso io li metta da parte per esaudire i miei bisogni, in un’ottica egiostica.
La preghiera diventa preziosa perchè è strumento per conoscere Dio ma prima di tutto noi stessi, solo così possiamo veramente portare a compimento il disegno che il Signore ha su di noi: la santità. Non basta pensare a Dio come qualcuno a cui chiedere grazie, lontano da noi. Il Signore ci è accanto ogni giorno, non ci abbandona mai, dobbiamo essere noi vogliosi e costanti nel mantenere il rapporto con Lui, il dialogo…
3.
valefdl | 19 Marzo 2008 at 1:08 pm
ciao a tutti, io nn sono potuta venire a Fatima per impegni di lavoro, ma devo dire che da casa ho sentito molto la preghiera del gruppo…ebbene si perchè io sono fermamente convinta che nn ci sia niente di così potente al mondo come la preghiera soprattutto quella comunitaria!
e anche se con il mio corpo nn ero li con voi ho sentito lo stesso la vicinanza…
cmq io sono stata a Lourdes e devo dire che la presenza di Maria è veramente forte e costante…
pregate miei fratellini e sorelline, Dio è sempre vicino a noi e ci tiene come su ali d’aquila per non far inciampare i nostri piedi nel peccato!
Vale
4.
giuliana bufarini | 5 Dicembre 2008 at 7:17 pm
vorrei avere vs. notizie e preghiere della madonna
5.
davidefdl | 5 Dicembre 2008 at 7:28 pm
Ciao Giuliana se ci lasci un tuo indirizzo mail o ci scrivi alla nostra mail: figlidellaluce@gmail.com, ti possiamo dare un pò di informazioni sul nostro gruppo!!!
6.
kino berlin | 3 Marzo 2009 at 5:30 am
Gut!